cooperative learning

Integrazione Scolastica e Cooperative Learning, come fare?

 Molti colleghi mi scrivono e mi chiedono, come attuare l’integrazione scolastica, motivo primo per cui veniamo chiamati ad intervenire sull’alunno certificato.

Cosa strana l’integrazione scolastica…per i più la si fa restando in classe con l’alunno certificato, ma davvero è tutto qui?

No, è ridicolo fare integrazione scolastica in questo modo!

Fare integrazione scolastica vuol dire proporre attività che coinvolgano tutta la classe utilizzando il cooperative learning (o apprendimento cooperativo), che non significa lavorare in piccoli gruppi (i piccoli gruppi sono solo lo strumento tramite il quale arrivo all’apprendimento cooperativo).

Il cooperative learning prevede molto di più, come, per esempio, lo scambio di informazioni tra i gruppi che hanno costruito un percorso con un obiettivo unico, ma con sottobiettivi (fasi di lavoro) diversi. 

L’apprendimento cooperativo non si può definire solamente un metodo didattico, è anche una filosofia. Tale filosofia afferma che, ogni volta che le persone si riuniscono in gruppo, i loro obiettivi possono essere soddisfatti più facilmente se cooperano, se costruiscono un gradino per uno, invece di competere l’uno con l’altro nell’affrontare i problemi.
Inoltre, è fondamentale la fase di scambio di opinioni, la fase di scambio di modalità di lavoro, che aiutano a costruire significati culturali molto più motivanti e direttamente fruibili dagli alunni perchè costruiti con le loro modalità di apprendimento che, come tutti i docenti dovrebbero sapere (vedi stili cognitivi), sono ben diverse da quella degli insegnanti, soprattutto se non hanno conseguito la Specializzazione all’Insegnamento e sono quindi a digiuno di tecniche di didattica innovative e fondamentali per gli apprendimenti degli alunni della “Generazione Y”.

Come proporre attività che mirino all’integrazione scolastica? 

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