alunni dislessici

DSA, la differenza tra Disturbi Specifici e Aspecifici

 Ultimamente sono al centro di aperte ed accese diatribe i DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento, uno di questi è la famosa dislessia). Tra le molte dichiarazioni deliranti di chi sale sul carro dell’argomento di moda perchè deve dire la sua, e chi cerca di far capire che è diventata una emergenza perchè sono in preoccupante aumento, finalmente, all’alba del 2010, abbiamo capito che gli alunni “ciucci” o “svogliati” NON esistono, ma che semmai siamo di fronte ad alunni con problemi di apprendimento!

Ma quanti sanno che i Disturbi di Apprendimento si dividono in Specifi e Aspecifici ?……..

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INVALSI nega diritti agli alunni Dislessici

 Il 6, 11 e 13 maggio i bambini di 2a e 5a elementare e 1a media di tutt’Italia dovranno sostenere le prove Invalsi di valutazione nazionale. Con nota ufficiale del 15/4 la stessa Invalsi nega la possibilità agli alunni dislessici di poter utilizzare gli strumenti compensativi previsti invece dal DPR 122 art 10. In allegato la mia lettera, come voce di “mamma di un bambino dislessico” che terrà il proprio figlio a casa per DIRITTI NEGATI…. › Continue reading

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martedì, maggio 4th, 2010 Dislessia, Lettere al blog 3 commenti

Gli alunni dislessici e i diritti negati

legge-e-dirittiUNA BATTAGLIA CIVILE. LEGGE PER LA DISLESSIA
La lotta di un padre: «Emarginato a scuola e privato degli strumenti per apprendere»di Anna Maria Ferrari

Per renderlo un bambino sereno sarebbero bastati un registratore appoggiato sul banco, una lavagna scritta in stampatello maiuscolo, il permesso di tenere la calcolatrice in classe. Oggi Alessandro ha 13 anni e fa la terza media in una scuola del Parmense. Ma la sua, per troppi anni, è stata un’infanzia di diritti negati.
Soltanto a 11 anni, nel 2006, Alessandro ha scoperto di essere dislessico. Prima, per i suoi maestri era solo un bimbo «distratto », «svogliato», «irrequieto». «Viziato», come continuava a ripetere il docente ai suoi genitori (che chiedono l’anonimato). Eppure lui studiava anche cinque ore al giorno, aveva smesso di fare sport perché lo studio gli rubava la vita e le amicizie. Ma, ugualmente, era uno degli ultimi della classe. Inutili gli sforzi per cavarsela come gli altri compagni. Le tabelline erano una montagna da scalare, la «p» e la «d» ballavano sul foglio da leggere, dimenticava subito quanto aveva appena appreso. Un incubo…. › Continue reading

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martedì, gennaio 6th, 2009 Articoli, Patologie e Disturbi Nessun commento