Integrazione Scolastica e Cooperative Learning, come fare?

 Molti colleghi mi scrivono e mi chiedono, come attuare l’integrazione scolastica, motivo primo per cui veniamo chiamati ad intervenire sull’alunno certificato.

Cosa strana l’integrazione scolastica…per i più la si fa restando in classe con l’alunno certificato, ma davvero è tutto qui?

No, è ridicolo fare integrazione scolastica in questo modo!

Fare integrazione scolastica vuol dire proporre attività che coinvolgano tutta la classe utilizzando il cooperative learning (o apprendimento cooperativo), che non significa lavorare in piccoli gruppi (i piccoli gruppi sono solo lo strumento tramite il quale arrivo all’apprendimento cooperativo).

Il cooperative learning prevede molto di più, come, per esempio, lo scambio di informazioni tra i gruppi che hanno costruito un percorso con un obiettivo unico, ma con sottobiettivi (fasi di lavoro) diversi. 

L’apprendimento cooperativo non si può definire solamente un metodo didattico, è anche una filosofia. Tale filosofia afferma che, ogni volta che le persone si riuniscono in gruppo, i loro obiettivi possono essere soddisfatti più facilmente se cooperano, se costruiscono un gradino per uno, invece di competere l’uno con l’altro nell’affrontare i problemi.
Inoltre, è fondamentale la fase di scambio di opinioni, la fase di scambio di modalità di lavoro, che aiutano a costruire significati culturali molto più motivanti e direttamente fruibili dagli alunni perchè costruiti con le loro modalità di apprendimento che, come tutti i docenti dovrebbero sapere (vedi stili cognitivi), sono ben diverse da quella degli insegnanti, soprattutto se non hanno conseguito la Specializzazione all’Insegnamento e sono quindi a digiuno di tecniche di didattica innovative e fondamentali per gli apprendimenti degli alunni della “Generazione Y”.

Come proporre attività che mirino all’integrazione scolastica? 

Il concetto di apprendimento significativo e autonomo opposto a quello mnemonico e passivo, basato sull’esperienza e capace di destare gli interessi vitali del soggetto che apprende, proviene dagli studi di Carl Rogers.  Nei suoi testi (“Freedom to learn” 1969 e “Potere personale” 1978), ne definisce le caratteristiche e i requisiti:

“Quando in una scuola si sviluppa un sistema di istruzione centrato sulla persona, in un clima favorevole alla crescita, l’apprendimento è più profondo, procede più rapidamente e si estende nella vita e nel comportamento dello studente più di quanto faccia l’istruzione acquisita nella classe tradizionale. Ciò avviene perché la direzione è autoscelta, l’istruzione è autoistituita e nel processo è investita l’intera persona, con sentimenti e passioni al pari dell’intelletto.

L’apprendimento scolastico, come tutto il processo educativo, può arricchirsi e diventare “significativo” solo se viene investita l’intera personalità dello studente, in costante interazione con la personalità dell’insegnante e degli altri studenti”.

FORMAZIONE DEI GRUPPI

In genere i gruppi di apprendimento cooperativo sono formati da 2-3 persone, il gruppo deve essere piccolo per poter analizzare le interazioni che avvengono al suo interno, ed è più facile, per ogni membro del gruppo, avere la possibilità di contribuire al lavoro. L’apprendimento cooperativo di norma predilige i gruppi di tipo eterogeneo.

DURATA DEI GRUPPI

Relativamente al tempo in cui i gruppi lavorano insieme, si evidenziano diverse tipologie di gruppo cooperativo:

1. i gruppi FORMALI la cui durata va dal tempo di una lezione ad alcune settimane, possono essere utilizzati per insegnare contenuti ed abilità anche molto diversi e assicurano il coinvolgimento attivo degli studenti nel lavoro di organizzazione del materiale e di spiegazione, riassunto e integrazione dei nuovi contenuti nelle strutture concettuali esistenti.

2. i gruppi INFORMALI sono gruppi ad hoc la cui durata va da pochi minuti al tempo di una lezione. Si possono usare durante l’insegnamento diretto (in situazioni di lettura, dimostrazione, proiezione di filmati) per focalizzare l’attenzione degli studenti sul materiale da imparare, creare un clima favorevole all’apprendimento, indurre aspettative sugli argomenti che saranno trattati durante la lezione, assicurarsi che gli studenti elaborino cognitivamente il materiale che viene insegnato e chiudere la lezione.

3. I gruppi DI BASE sono gruppi eterogenei a lungo termine (della durata di almeno un anno) con membri stabili che si scambiano il sostegno, l’aiuto, l’incoraggiamento e l’assistenza necessari per apprendere. Nei gruppi di base gli studenti possono instaurare rapporti di collaborazione e personali durevoli e significativi.

Per approfondire l’argomento: “Apprendimento cooperativo in classe” – J&Johnson, Ed.Erickson

 

Sitografia:  

www.psiconline.it

www.apprendimentocooperativo.it

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