Insegnare abilità di base o cercare di avvicinarsi alla programmazione della classe ?

Dammi cinque  Salve,  sono un’insegnante di sostegno e vorrei condividere con voi alcune perplessità sul mio lavoro. Quest’anno seguo il caso di una ragazzina in seconda media alla quale è stato diagnosticato un lieve ritardo dello sviluppo. La ragazza è in affido e ha alle spalle un vissuto molto problematico con la famiglia di origine…

 Ha accettato sin dall’inizio molto volentieri la mia fugura, quindi trovandola molto serena e disponibile all’apprendimento mi sono data da fare per capire quello di cui aveva più bisogno e soprattutto ho cercato di impostare una programmazione che avesse agganci con la classe. Anche se molti colleghi si sono “stupiti” del mio modo di lavorare, la ragazza è stata contenta. Oggi però a seguito dell’incontro con il gruppo di lavoro non sono più sicura di star facendo bene. La pedagogista e la madre affidataria sono convinte che sia molto più utile porre in atto apprendimenti funzionali (tipo orologio e uso del denaro) piuttosto che seguire la programmazione della classe. Ho obiettato che questo significa che dovrò lavorare con l’alunna fuori dall’aula e che potrà seguire molto relativamente quello che si fa in classe, la risposta è stata che l’alunna accetta di fare attività diverse dagli altri e che il problema dell’integrazione non sussiste. Pur ritenendo personalmente che lei sia capace di molto di più è giusto adeguarmi? Ho l’impressione che questo significhi per lei ridurre di molto gli obiettivi e aumentare enormemente il divario tra lei e i compagni, come se non ci sia investimento sul futuro della ragazza. Mi è stato detto che è necessario fornirle apprendimenti spendibili nella società, allora devo ritenere che un minimo di bagaglio culturale sia superfluo?

Grazie per i vostri suggerimenti e opinioni.

Arianna

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mercoledì, ottobre 14th, 2009 Esperienze da condividere

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