Le decisioni nella soluzione dei problemi, Didattica Speciale in Matematica
Come interpretare le difficoltà in Matematica che accomunano tutti gli alunni disabili o con bisogni educativi speciali?
Che senso ha insistere ad insegnare le espressioni o le equazioni se l’alunno non sa utilizzare le 4 operazioni? Che senso ha insistere con la Geometria se l’alunno disabile, o DSA non è lateralizzato, quindi non riconosce la destra dalla sinistra, e fa confusione sulla retta orientata, nel piano cartesiano ecc?
Che differenza c’è tra linguaggio matematico e linguaggio quotidiano?
L’alunno che mostra chiaramente delle difficoltà in Matematica e si avvale dell’insegnante di sostegno deve essere per forza obbligato a seguire il programma della classe, che sia semplificato o ridotto, o sarebbe meglio introdurlo alla riusoluzione dei problemi che potrebbe affrontare nell’utilizzo delle abilità sociali?
All’alunno cosa è più utile ed indispensabile: una espressione, una equazione oppure le operazioni impiegate nell’utilizzo del denaro e quindi le operazioni con i numeri decimali, lo sconto, l’interesse, i metodi di pagamento (posta, banca,ecc) ?…….
Queste utilissime riflessioni di M. Berni aprono la mente a molti dibattiti, scarica la presentazione :
di Maurizio Berni
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