L’errore e la possibilità di sbagliare
Quante volte rimproveriamo noi stessi per aver sbagliato qualcosa che riteniamo assolutamente accessibile alle nostre abilità quotidiane? La compilazione di un modulo (burocratico) in un ufficio pieno di gente è un esempio classico di come andiamo in tilt di fronte ad una richiesta apparentemente facile.
“L’errore”, in Diritto Privato, è dato dalla distorta e falsa rappresentazione della realtà, è questa spiegazione che convince le persone ad andare avanti, a non fermarsi subito dopo l’errore. Il detto “Chi cammina inciampa” rende chiara la volontà di migliorare la nostra vita, ed è quello che io dico sempre ad i miei alunni quando si arrendono davanti ad un errore.
Che diritto abbiamo noi, insegnanti di sostegno, di cambiare il percorso di vita di una persona?
Il cambiamento in realtà cosa ci dice? A cosa porta? …
Queste, e tante altre, sono le domande che come insegnante di sostegno, come educatrice, mi sento di fare ogni volta che mi trovo di fronte alle resistenze dell’alunno disabile a crescere, a cambiare, a migliorare.
Le abitudini sono per questi alunni il loro peggior nemico, e romperle spesso porta ad una crisi, ma porta sempre e comunque ad un miglioramento, ad una consapevolezza in più.
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