L’insegnante di sostegno, apprendimento e metacognizione
L’apprendimento cognitivista parte dal presupposto che l’apprendimento scolastico sia un complesso di acquisizioni di apprendimenti complessi, di modalità di organizzazione e dell’uso delle conoscenze acquisite, e quindi, non solo di interiorizzare comportamenti.
Molti i contributi provenienti dalle teorie classiche, come il Mastery Learning che presuppone a tutti gli allievi il traguardo completo degli obiettivi basandosi sulla personalizzazione dei ritmi del singolo e di un percorso progettato scrupolosamente. O come la Task Analisys che ha portato al concetto di Feedback, termine di uso comune oggi, che si riferisce al ritorno di informazioni che spieghino i risultati di una prestazione offrendo dei validi spunti di riflessione per la valutazione delle azioni intercorse….
Dal comportamentismo arriviamo alle teorie Sociocognitive come quella di Bandura: l’Apprendimento Osservativo che ipotizza un’apprendimento passivo, basato sull’interiorizzazione dei comportamenti “vincenti” dei suoi pari; fino all’approccio socioculturale di Vygotskij che pone l’attenzione sulla natura sociale dei processi mentali e sulla “ZoPeD” (zona di sviluppo prossimale) apprendimenti appresi tramite il confronto delle conoscenze tra gli individui visti dall’allievo in chiave di sfida, in momenti di condivisione di obiettivi comuni.
L’Aiuto Reciproco, molto utilizzato (quando si riesce a coinvolgere i colleghi curricolari) è un’apprendimento, secondo me, con risultati visibili immediati. L’Apprendimento Collaborativo ed il Tutoring sono 2 metodi molto vicini all’idea dell’integrazione scolastica di oggi, almeno in quella teorica.
La Metacognizione è, a mio avviso, un metodo più lungo e difficile perchè prevede la presa di coscienza dei propri processi mentali. L’approcio metacognitivo prevede che il docente aiuti lo studente e soprattutto che sappia indurre nell’allievo il desiderio di affinare e completare una competenza che già esiste.
Inoltre, la didattica metacognitiva si preoccupa di sviluppare un atteggiamento attivo verso l’apprendimento volto a percepire e gestire le proprie competenze, le motivazioni e a sviluppare autostima e fiducia nelle proprie possibilità. La valutazione dell’apprendimento scolastico.
Un’insegnante per valutare un ragazzo utilizza metodi e strumenti di diversa natura.
L’insegnante può valutare oggettivamente usando strumenti oggettivi di rilevazione che limitano l’interferenza personale e casuale nell’interpretazione dei dati e possono costruire un comune terreno di confronto tra i colleghi. Però l’impiego di strumenti oggettivi non può ricoprire tutta la gamma delle informazioni utili per avere un quadro completo dell’alunno per quanto riguarda l’apprendimento scolastico. L’uso integrato di strumenti standardizzati e di criteri oggettivi di interpretazione dei dati consentono di approfondire l’analisi della situazione della classe e di conseguenza di avviare mirate procedure di intervento didattico.
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