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	<title>Insegnanti di sostegno &#187; Metodi</title>
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	<description>Il blog degli insegnanti di sostegno</description>
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		<title>Capacità di riuscita, interventi mirati dell&#8217;insegnante di sostegno</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 15:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze da condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[errore]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>

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		<description><![CDATA[ «Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre»  Jostein Gaarder.
Devo ricordarmi di cercare qualcosa di intelligente da domandare, piuttosto che qualche risposta intelligente da dare, e magari, cercherò anche di ricordare che questo blog dovrebbe essere un luogo di domande più che di risposte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/strada1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1108" title="strada1" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/strada1.jpg" alt="strada1" width="202" height="152" /></a> <em>«Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre»</em>  Jostein Gaarder.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Devo ricordarmi di cercare qualcosa di intelligente da domandare, piuttosto che qualche risposta intelligente da dare, e magari, cercherò anche di ricordare che questo blog dovrebbe essere un luogo di domande più che di risposte, per puntare oltre il tratto di strada che mi sono lasciata alle spalle.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><strong>Intelligenza e capacità di riuscita<br />
</strong>Carol S. Dweck ha condotto delle ricerche ed ha dimostrato che elogiare l&#8217;intelligenza di un alunno lo rende più debole, perché facendo così gli comunicheremmo che l&#8217;intelligenza sarebbe irrevocabilmente una caratteristica innata. L&#8217;alunno si sentirebbe così personalmente intimidito dagli errori che addebiterà ad un limite definitivo, ad un handicap insomma&#8230;.</p>
<p><span id="more-1101"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">La conseguenza naturale è quella di arretrare di fronte a compiti nuovi o poco conosciuti per ridurre la possibilità di sbagliare e per allontanare da sé il pericolo di essere giudicato solo per i suoi errori, convinto che l&#8217;intelligenza è una capacità innata e non frutto di impegno ed esercizio continuo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Allora è preferibile <strong>elogiare l&#8217;impegno e non l&#8217;intelligenza</strong>, spostando l&#8217;attenzione dell&#8217;alunno sulle azioni che lo hanno portato ad ottenere un risultato positivo. Il riscontro positivo deve essere addebitato all&#8217;impegno dell&#8217;alunno, alle strategie utilizzate,al la concentrazione sul compito, alla perseveranza che ha portato a superare le difficoltà, ed alla <span style="text-decoration: underline;">volontà di confrontarsi con le sfide.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Questa modalità di rinforzo positivo fa <strong>percepire l&#8217;intelligenza come una proprietà modificabile e aumentabile</strong> attraverso l&#8217;impegno. L&#8217;alunno deve convincersi che può migliorare le proprie capacità, pensando che i propri errori sono il frutto di una mancanza di impegno e non di scarse capacità. Le sfide, in questa visione, rappresentano uno stimolo più che una minaccia.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Ecco alcuni esempi di lodi positive, presentati dalla stessa autrice:<br />
•Hai studiato davvero bene per questa interrogazione. Hai riletto il capitolo più volte, hai sottolineato le parti importanti e hai ripetuto da solo.<br />
•Mi piace il modo in cui hai tentato varie strategie per risolvere il problema di matematica fino a trovare quella giusta<br />
Bisogna esprimere giudizi positivi sulle sfide, sullo sforzo necessario e sugli errori possibili.<br />
•Accipicchia, questa è difficile. Stavolta ci divertiamo!<br />
•Gli errori sono interessanti: ecco un errore meraviglioso. Vediamo che cosa ci permette di imparare.<br />
•Parliamo un po&#8217; delle cose difficili che abbiamo affrontato oggi, e di cosa ci hanno insegnato.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">F onte: <a href="http://www.lucabaiguini.com">www.lucabaiguini.com</a></p>
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		<title>Alunni Iperattivi (DDAI), la strategia del premio</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 13:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie e Disturbi]]></category>
		<category><![CDATA[DDAI]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo attenzione con iperattività]]></category>
		<category><![CDATA[strategie educative iperattività]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul Corriere della Sera c&#8217;è un interessante articolo sulle strategie da utilizzare con gli alunni Iperattivi.
Il premio, ma deve essere immediato, risulta essere una buona strategia educativa e pare anche sostitutiva ai farmaci tanto discussi. Il premio và dato immediatamente per rendere consapevole l&#8217;alunno del nesso causa-effetto, abilià molto compromessa in questi alunni. Gli studiosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/06/dsa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1209" title="dsa" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/06/dsa.jpg" alt="" width="88" height="97" /></a>Sul Corriere della Sera c&#8217;è un interessante articolo sulle strategie da utilizzare con gli alunni Iperattivi.</p>
<p>Il premio, ma deve essere immediato, risulta essere una buona strategia educativa e pare anche sostitutiva ai farmaci tanto discussi. Il premio và dato immediatamente per rendere consapevole l&#8217;alunno del nesso causa-effetto, abilià molto compromessa in questi alunni. Gli studiosi hanno analizzato, tramite un gioco, il tasso di resistenza alla tentazione impulsiva&#8230;</p>
<p><span id="more-1402"></span></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/salute/10_aprile_19/premio-bambini-iperattivi_7138561a-4bb4-11df-b8c5-00144f02aabe.shtml">http://www.corriere.it/salute/10_aprile_19/premio-bambini-iperattivi_7138561a-4bb4-11df-b8c5-00144f02aabe.shtml</a></p>
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		<title>Buone prassi didattiche, esempi di programmazione inclusiva</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze da condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
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		<category><![CDATA[attività didattiche disabili]]></category>
		<category><![CDATA[didattica inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[didattica speciale]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[ La didattica inclusiva è per molti insegnanti ancora un miraggio, qui di seguito vi suggerisco alcune esperienze didattiche da condividere con i colleghi curricolari.
Gli esempi si riferiscono ad una scuola elementare, ma come ben sapete, le attività delle scuole elementari sono utilizzabili anche nelle scuole medie e spesso, nelle superiori, per gli alunni disabili gravi&#8230;
FONTE: IPRASE TRENTINO
http://www.iprase.tn.it/old/documentazione/esperienze.asp
www.iprase.tn.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/04/Brainstorming.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1296" title="Brainstorming" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/04/Brainstorming.jpg" alt="" width="103" height="80" /></a> La didattica inclusiva è per molti insegnanti ancora un miraggio, qui di seguito vi suggerisco alcune esperienze didattiche da condividere con i colleghi curricolari.</p>
<p>Gli esempi si riferiscono ad una scuola elementare, ma come ben sapete, le attività delle scuole elementari sono utilizzabili anche nelle scuole medie e spesso, nelle superiori, per gli alunni disabili gravi&#8230;<span id="more-1394"></span></p>
<p>FONTE: IPRASE TRENTINO</p>
<p><a href="http://www.iprase.tn.it/old/documentazione/esperienze.asp">http://www.iprase.tn.it/old/documentazione/esperienze.asp</a></p>
<p><a href="http://www.iprase.tn.it">www.iprase.tn.it</a></p>
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		<title>Attività didattica di sostegno in classe</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze da condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione Insegnante di Sostegno]]></category>
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		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
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		<category><![CDATA[didattica sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[procedure insegnanti sostegno]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dalle risorse dei corso SOS dell&#8217;Università di Genova un&#8217;importante documento che chiarisce bene cosa vuol dire fare didattica di sostegno in classe. 
 &#8221;Risultano infine favorevoli agli alunni in difficoltà [...], superando la struttura rigida delle classi [...] dovrebbe essere possibile modulare i rapporti interpersonali secondo le necessità di ciascuno (dal rapporto duale al rapporto polivalente,  in modo graduale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/didattica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1041" title="didattica" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/didattica.jpg" alt="didattica" width="150" height="107" /></a></p>
<p>Dalle risorse dei corso SOS dell&#8217;Università di Genova un&#8217;importante documento che chiarisce bene cosa vuol dire fare didattica di sostegno in classe. </p>
<p> &#8221;Risultano infine favorevoli agli alunni in difficoltà [...], superando la struttura rigida delle classi [...] dovrebbe essere possibile modulare i rapporti interpersonali secondo le necessità di ciascuno (dal rapporto duale al rapporto polivalente,  in modo graduale e non rigido.<br />
[Relazione conclusiva della Commissione Falcucci 1975]</p>
<p> Integrazione Scolastica non significa imparare le stesse cose negli stessi momenti, ma percorrere ognuno (sia in presenza, che  in assenza di deficit) una strada individuale di apprendimento all&#8217;interno di un curriculum generale integrato.</p>
<p><span id="more-1039"></span></p>
<p>Scarica la presentazione in power point:</p>
<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/attclasseattsostegno.ppt">Didattica_Sostegno_in_classe</a></p>
<p>Risorsa: <span style="color: #008000;"><a href="http://www.ssis.unige.it">www.ssis.unige.it</a></span></p>
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		<item>
		<title>Progetto di scrittura creativa, autobiografia e diversità</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 20:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze da condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori Sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[autobiografia e disabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[ Pubblico volentieri un progetto sull&#8217;autobiografia pubblicato su Indire e segnalatomi da una collega. Ormai è nota la mia forte convinzione circa il metodo dell&#8217;autobiografia a qualsiasi livello di scuola e soprattutto adatta per qualsiasi tipo di disabilità, o difficoltà di apprendimento. Gli adattamenti sono infiniti, ci sono alunni gravissimi che hanno beneficiato di questo metodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/specchio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1147" title="specchio" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/specchio.jpg" alt="specchio" width="203" height="213" /></a> Pubblico volentieri un progetto sull&#8217;autobiografia pubblicato su Indire e segnalatomi da una collega. Ormai è nota la mia forte convinzione circa il metodo dell&#8217;autobiografia a qualsiasi livello di scuola e soprattutto adatta per qualsiasi tipo di disabilità, o difficoltà di apprendimento. Gli adattamenti sono infiniti, ci sono alunni gravissimi che hanno beneficiato di questo metodo anche solo con un collage di foto ed immagini. &#8230;<span id="more-1145"></span></p>
<p>L&#8217;esperienza che ha avuto inizio nell&#8217;anno scolastico 2005/2006 nella Scuola Secondaria di primo grado &#8220;Da Vinci-Colombo&#8221; di Perugia.<br />
Il lavoro che si è articolato in varie fasi ha visto l&#8217;alternarsi di un&#8217;attività di scrittura &#8220;a più mani&#8221;, con continui momenti di confronto e di rielaborazione, supportati anche dal valido contributo degli esperti.</p>
<p>scarica presentazione lavoro: <a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/laboratorio_scrittura-creativa_indire.pptx">laboratorio_scrittura-creativa_indire</a></p>
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		<item>
		<title>Le decisioni nella soluzione dei problemi, Didattica Speciale in Matematica</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 19:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[didattica speciale]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>

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		<description><![CDATA[  
 
Come interpretare le difficoltà in Matematica che accomunano tutti gli alunni disabili o con bisogni educativi speciali?
Che senso ha insistere ad insegnare le espressioni o le equazioni se l&#8217;alunno non sa utilizzare le 4 operazioni? Che senso ha insistere con la Geometria se l&#8217;alunno disabile, o DSA non è lateralizzato, quindi non riconosce la destra dalla sinistra, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/matematica_speciale.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-1131" title="matematica_speciale" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/matematica_speciale-300x238.gif" alt="matematica_speciale" width="300" height="238" /></a> </p>
<p> </p>
<p>Come interpretare le difficoltà in Matematica che accomunano tutti gli alunni disabili o con bisogni educativi speciali?</p>
<p>Che senso ha insistere ad insegnare le espressioni o le equazioni se l&#8217;alunno non sa utilizzare le 4 operazioni? Che senso ha insistere con la Geometria se l&#8217;alunno disabile, o DSA non è lateralizzato, quindi non riconosce la destra dalla sinistra, e  fa confusione sulla retta orientata, nel piano cartesiano ecc?</p>
<p>Che differenza c&#8217;è tra linguaggio matematico e linguaggio quotidiano?</p>
<p>L&#8217;alunno che mostra chiaramente delle difficoltà in Matematica e si avvale dell&#8217;insegnante di sostegno deve essere per forza obbligato a seguire il programma della classe, che sia semplificato o ridotto, o sarebbe meglio introdurlo alla riusoluzione dei problemi che potrebbe affrontare nell&#8217;utilizzo delle abilità sociali?</p>
<p>All&#8217;alunno cosa è più utile ed indispensabile: una espressione, una equazione oppure le operazioni impiegate nell&#8217;utilizzo del denaro e quindi le operazioni con i numeri decimali, lo sconto, l&#8217;interesse, i metodi di pagamento (posta, banca,ecc) ?&#8230;&#8230;.</p>
<p><span id="more-1129"></span></p>
<p>Queste utilissime riflessioni di M. Berni aprono la mente a molti dibattiti, scarica la presentazione :</p>
<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/didattica_speciale_matematica.pdf">didattica_speciale_matematica</a></p>
<p>di Maurizio Berni</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.dm.unipi.it/fim/didattica_speciale">http://www.dm.unipi.it/fim/didattica_speciale</a></p>
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		<title>Scienze, percorsi didattici per alunni dislessici</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 17:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dislessia]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
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		<category><![CDATA[Verifiche Semplificate]]></category>
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		<category><![CDATA[scienze]]></category>

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		<description><![CDATA[ Bel progetto di scienze progettato per gli alunni dislessici della scuola primaria, argomento: gli esseri viventi e la vita nell&#8217;universo. Progetto del comune di Bologna in collaborazione con l&#8217; Associazione Italiana Dislessia ed il
Laboratorio di Documentazione e Formazione del Comune di Bologna&#8230;&#8230;.
 
scarica progetto e unità didattiche: progetto_scienze_dislessia
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/regni_viventi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1097" title="regni_viventi" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/regni_viventi-198x300.jpg" alt="regni_viventi" width="198" height="300" /></a> Bel progetto di scienze progettato per gli alunni dislessici della scuola primaria, argomento: gli esseri viventi e la vita nell&#8217;universo. Progetto del comune di Bologna in collaborazione con l&#8217; Associazione Italiana Dislessia ed il<br />
Laboratorio di Documentazione e Formazione del Comune di Bologna&#8230;&#8230;.<span id="more-1096"></span></p>
<p> </p>
<p>scarica progetto e unità didattiche: <a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/03/progetto_scienze_dislessia.pdf">progetto_scienze_dislessia</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Futurismo, il museo nelle attività di sostegno</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 17:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze da condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
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		<category><![CDATA[musei]]></category>

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		<description><![CDATA[Periodo di uscite didattiche e quindi di visite ai musei, come sfruttare al massimo questa esperienza per gli alunni disabili, e per tutta la classe?
Cominciamo con un video di presentazione della mostra a tutta la classe:

Dopo aver visitato la mostra, concludiamo con la scheda didattica &#8230; 
Scarica scheda didattica sulla mostra Futurismo: mostra-futurismo-1909_2009
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Periodo di uscite didattiche e quindi di visite ai musei, come sfruttare al massimo questa esperienza per gli alunni disabili, e per tutta la classe?<br />
Cominciamo con un video di presentazione della mostra a tutta la classe:</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube-nocookie.com/v/CgmqOmsqIX4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/CgmqOmsqIX4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Dopo aver visitato la mostra, concludiamo con la scheda didattica &#8230; <span id="more-1078"></span></p>
<p>Scarica scheda didattica sulla mostra Futurismo: <a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/mostra-futurismo-1909_2009.pdf">mostra-futurismo-1909_2009</a></p>
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		<title>L&#8217;autobiografia nelle discipline scolastiche, attività di sostengo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 19:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze da condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[autobiografia]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>

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		<description><![CDATA[ L&#8217;autobiografia ad oggi è supportata da un ampia letteratura, i benefici sono riscontrabili in tutte le attività umane.
Dai bambini agli adulti, senza limiti temporali nè cognitivi, il pensiero narrativo svolge un&#8217;azione di interpretazione del passato e di previsione sul futuro, interpretando la realtà, vissuta e da vivere. L&#8217;attribuzione di significati alla nostra esistenza è un&#8217;operazione faticosa quanto produttiva, dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/ragazzaallospecchio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1076" title="ragazzaallospecchio" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/ragazzaallospecchio-264x300.jpg" alt="ragazzaallospecchio" width="264" height="300" /></a> L&#8217;autobiografia ad oggi è supportata da un ampia letteratura, i benefici sono riscontrabili in tutte le attività umane.</p>
<p>Dai bambini agli adulti, senza limiti temporali nè cognitivi, il pensiero narrativo svolge un&#8217;azione di interpretazione del passato e di previsione sul futuro, interpretando la realtà, vissuta e da vivere. L&#8217;attribuzione di significati alla nostra esistenza è un&#8217;operazione faticosa quanto produttiva, dare un senso alle nostre azioni ed ai nostri pensieri è forse lo scopo della nostra vita.<br />
Alla base delle abilità cognitive di ogni essere umano c&#8217;è una personale costruzione di significati che agisce sul nostro modo di esperire la vita, nei bambini e soprattutto negli adolescenti questa operazione, molto più inconscia di quanto vogliamo ammettere, molto spesso determina il fallimento o il successo delle attività scolastiche&#8230;. <span id="more-1071"></span></p>
<p>Come si costruisce una identità personale e sociale?  Questa domanda accompagna molti adolescenti.</p>
<p>Inserire nella programmazione attività ed esercizi che prevedano l&#8217;utilizzo di schemi temporali può essere un inizio per l&#8217;edifico identità personale socialedi quegli alunni che perdono spesso il contesto in cui si costruisce il presente, si prevede il futuro e soprattutto si legge il passato.</p>
<p>Schema per la consapevolezza temporale: <a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/autobiografia_ieri-oggi-domani.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1073" title="autobiografia_ieri-oggi-domani" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/autobiografia_ieri-oggi-domani-150x150.jpg" alt="autobiografia_ieri-oggi-domani" width="150" height="150" /></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Bibliografia: &#8220;Narrazione e invenzione&#8221;  di Giusti, Batini e Del sarto ed. Erickson</p>
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		<title>L&#8217;errore e la possibilità di sbagliare</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 21:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze da condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Metodi]]></category>
		<category><![CDATA[errore]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante volte rimproveriamo noi stessi per aver sbagliato qualcosa che riteniamo assolutamente accessibile alle nostre abilità quotidiane? La compilazione di un modulo (burocratico) in un ufficio pieno di gente è un esempio classico di come andiamo in tilt di fronte ad una richiesta apparentemente facile.
&#8220;L&#8217;errore&#8221;, in Diritto Privato, è dato dalla distorta e falsa rappresentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/errare_humanum_est.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1069" title="errare_humanum_est" src="http://www.sostegno.blogscuola.it/wp-content/uploads/2009/02/errare_humanum_est-150x150.jpg" alt="errare_humanum_est" width="183" height="169" /></a>Quante volte rimproveriamo noi stessi per aver sbagliato qualcosa che riteniamo assolutamente accessibile alle nostre abilità quotidiane? La compilazione di un modulo (burocratico) in un ufficio pieno di gente è un esempio classico di come andiamo in tilt di fronte ad una richiesta apparentemente facile.<br />
&#8220;L&#8217;errore&#8221;, in Diritto Privato, è dato dalla distorta e falsa rappresentazione della realtà, è questa spiegazione che convince le persone ad andare avanti, a non fermarsi subito dopo l&#8217;errore. Il detto &#8220;Chi cammina inciampa&#8221; rende chiara la volontà di migliorare la nostra vita, ed è quello che io dico sempre ad i miei alunni quando si arrendono davanti ad un errore.<br />
Che diritto abbiamo noi, insegnanti di sostegno, di cambiare il percorso di vita di una persona?</p>
<p>Il cambiamento in realtà cosa ci dice? A cosa porta? &#8230; <span id="more-1067"></span><br />
Queste, e tante altre, sono le domande che come insegnante di sostegno, come educatrice, mi sento di fare ogni volta che mi trovo di fronte alle resistenze dell&#8217;alunno disabile a crescere, a cambiare, a migliorare.<br />
Le abitudini sono per questi alunni il loro peggior nemico, e romperle spesso porta ad una crisi, ma porta sempre e comunque ad un miglioramento, ad una consapevolezza in più.</p>
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