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	<title>Commenti per Insegnanti di sostegno</title>
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	<description>Il blog degli insegnanti di sostegno</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Aug 2010 15:42:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Dislessia che confusione! di intenzionare</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1212&#038;cpage=1#comment-553</link>
		<dc:creator>intenzionare</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 15:42:24 +0000</pubDate>
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		<description>All&#039;attenzione della prof.ssa Maria Covini. 
Sono uno psicologo, esperto in psicopatologia dell&#039;apprendimento, e credo sia doveroso approfondire alcuni aspetti di cui si sta discutendo. 
1)I disturbi specifici dell&#039;apprendimento non sono problematiche secondarie ad altre condizioni di disagio (problematiche emotive, sociali, relazionali, familiari, ecc), bensì la conseguenza di una specifica alterazione neurobiologica.
2) Diagnosticare un DSA (cioè intercettare la presenza di un disturbo) non significa etichettare il bambino come &quot;disabile&quot;, ma permettere di intervenire con strumenti terapeutici e didattici adeguati.
3) La diagnosi di DSA non viene effettuata attraverso la mera somministrazione di &quot;semplici test&quot;, ma si basa su un&#039;attenta analisi di molteplici fattori (di inclusione e di esclusione).
4) Nei casi sospetti di DSA, prima di effettuare la diagnosi, si procede con un piccolo training di potenziamento per valutare se il bambino migliora oppure no. Se non si registrano miglioramenti (solo in questo caso) si ipotizza la presenza di DSA. 
5) Gli strumenti compensativi e dispensativi sono indispensabili per un bambino con DSA; per analogia, posso farvi l&#039;esempio dei problemi visivi: se il miope non porta gli occhiali (strumento compensativo) non riesce a vedere bene.
6) Un&#039;ultima riflessione va fatta sul DDL: secondo me, gli insegnanti sono pareccchio spaventati dalle responsabilità che potrebbero derivare dall&#039;approvazione del DDL. Se dovesse passare, ricadrebbe su di loro il &quot;dovere&quot; di far adottare gli strumenti C e D. Responsabilizzatevi!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;attenzione della prof.ssa Maria Covini.<br />
Sono uno psicologo, esperto in psicopatologia dell&#8217;apprendimento, e credo sia doveroso approfondire alcuni aspetti di cui si sta discutendo.<br />
1)I disturbi specifici dell&#8217;apprendimento non sono problematiche secondarie ad altre condizioni di disagio (problematiche emotive, sociali, relazionali, familiari, ecc), bensì la conseguenza di una specifica alterazione neurobiologica.<br />
2) Diagnosticare un DSA (cioè intercettare la presenza di un disturbo) non significa etichettare il bambino come &#8220;disabile&#8221;, ma permettere di intervenire con strumenti terapeutici e didattici adeguati.<br />
3) La diagnosi di DSA non viene effettuata attraverso la mera somministrazione di &#8220;semplici test&#8221;, ma si basa su un&#8217;attenta analisi di molteplici fattori (di inclusione e di esclusione).<br />
4) Nei casi sospetti di DSA, prima di effettuare la diagnosi, si procede con un piccolo training di potenziamento per valutare se il bambino migliora oppure no. Se non si registrano miglioramenti (solo in questo caso) si ipotizza la presenza di DSA.<br />
5) Gli strumenti compensativi e dispensativi sono indispensabili per un bambino con DSA; per analogia, posso farvi l&#8217;esempio dei problemi visivi: se il miope non porta gli occhiali (strumento compensativo) non riesce a vedere bene.<br />
6) Un&#8217;ultima riflessione va fatta sul DDL: secondo me, gli insegnanti sono pareccchio spaventati dalle responsabilità che potrebbero derivare dall&#8217;approvazione del DDL. Se dovesse passare, ricadrebbe su di loro il &#8220;dovere&#8221; di far adottare gli strumenti C e D. Responsabilizzatevi!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Capacità di riuscita, interventi mirati dell&#8217;insegnante di sostegno di Sandra</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1101&#038;cpage=1#comment-550</link>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 17:36:14 +0000</pubDate>
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		<description>Bisogna far diventare materia curricolare il sostegno e l&#039;integrazione scolastica è l&#039;unico mod per essere ascoltati e rispettati... firma anche tu: 
http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1484</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna far diventare materia curricolare il sostegno e l&#8217;integrazione scolastica è l&#8217;unico mod per essere ascoltati e rispettati&#8230; firma anche tu:<br />
<a href="http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1484" rel="nofollow">http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1484</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cercasi Insegnante di Sostegno Verona e dintorni di letizia</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1414&#038;cpage=1#comment-541</link>
		<dc:creator>letizia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 17:36:35 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera Sig.ra, ho letto la Sua richiesta sul blog degli insegnanti di sostegno, Le volevo solo dire che l&#039;avrei fatto io volentieri ma purtroppo mi trovo in una città diversa dalla Sua (Bologna). Le faccio un in bocca al lupo per la ricerca
Letizia De Sario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera Sig.ra, ho letto la Sua richiesta sul blog degli insegnanti di sostegno, Le volevo solo dire che l&#8217;avrei fatto io volentieri ma purtroppo mi trovo in una città diversa dalla Sua (Bologna). Le faccio un in bocca al lupo per la ricerca<br />
Letizia De Sario</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Capacità di riuscita, interventi mirati dell&#8217;insegnante di sostegno di emanuela</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1101&#038;cpage=1#comment-536</link>
		<dc:creator>emanuela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 19:26:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1101#comment-536</guid>
		<description>ciao sono una neo iscritta al blog e ho appena concluso la mia frustrante esperienza con a mia alunna borderline oppositiva al massimo, che non è riuscita a ammettere e riconoscere la mia figura e che per tutto l&#039;anno non ha studiato nonostante i miei sforzi. i colleghi? mi hanno presa in giro per l&#039;intero anno ridendo sulla mia frustrazione (che per altro si è trasformata in depressione curata in parte dalla psichiatra)e a fine anno, senza degnarsi di chiedermi pareri, l&#039;anno ammessa con alti voti. bilancio dell&#039;anno scolastico: avrei bisogno del trapianto del fegato, la mia alunna non ha capito nè imparato nulla a parte che così facendo ottiene tutto e subito. non vi dico durante la valutazione...non volendomi ascoltare, si volevano rifare a un PEI redatto da me, con esito negativo e che loro non avevano mai prima di allora letto nè mai menzionato...ma come si fa a lavorare così?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao sono una neo iscritta al blog e ho appena concluso la mia frustrante esperienza con a mia alunna borderline oppositiva al massimo, che non è riuscita a ammettere e riconoscere la mia figura e che per tutto l&#8217;anno non ha studiato nonostante i miei sforzi. i colleghi? mi hanno presa in giro per l&#8217;intero anno ridendo sulla mia frustrazione (che per altro si è trasformata in depressione curata in parte dalla psichiatra)e a fine anno, senza degnarsi di chiedermi pareri, l&#8217;anno ammessa con alti voti. bilancio dell&#8217;anno scolastico: avrei bisogno del trapianto del fegato, la mia alunna non ha capito nè imparato nulla a parte che così facendo ottiene tutto e subito. non vi dico durante la valutazione&#8230;non volendomi ascoltare, si volevano rifare a un PEI redatto da me, con esito negativo e che loro non avevano mai prima di allora letto nè mai menzionato&#8230;ma come si fa a lavorare così?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Insegnanti di Sostegno,una proposta concreta per il Ministro dell&#8217;Istruzione di Liella Stagno</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=856&#038;cpage=1#comment-535</link>
		<dc:creator>Liella Stagno</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:43:15 +0000</pubDate>
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		<description>Gent.le Ministro,
l’USR Sicilia, in persona del suo Direttore Responsabile, ha inviato il 15 marzo 2010 una nota a tutti i dirigenti scolastici dell’isola, affinchè in vista della definizione degli organici, le aree di sostegno della scuola secondaria di II grado vengano scelte in maniera adeguata, nel rispetto del tipo di scuola in cui gli studenti chiedono di iscriversi in applicazione del DM 170 del 25/05/1995.
 
I criteri da seguire secondo tale DM sono:

- il rispetto del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato 
- il tipo di scuola in cui i singoli studenti hanno chiesto di essere iscritti 
- le materie di insegnamento dei docenti specializzati presenti nella provincia 

Evitare

- l’attribuzione di più compiti di sostegno a più docenti per un unico alunno 

“Le classi di concorso corrispondenti alle 4 aree
sono rispettivamente:

- 12 per l’area scientifica AD01 
– 25 per l’area umanistica AD02 
– 133 per l’area tecnica professionale artistica AD03 
– 1 soltanto per l’area psicomotoria AD04

A fronte di questa evidente ed enorme differenza numerica ciò che si verifica è che anziché assegnare più cattedre in area tecnica professionale artistica AD03, soprattutto nelle scuole che hanno questa specifica natura, vengono privilegiate le altre aree specialmente l’area umanistica AD02, ma non soltanto.

Questo chiaramente nonostante nelle scuole andiamo a svolgere il medesimo lavoro sugli alunni e prescindendo sia dalle aree che dalle singole discipline.

Altrimenti non si comprende ad es. come un docente di area psicomotoria possa svolgere le sue 18 ore su uno o due alunni diversabili dato che le ore di educazione fisica sono al massimo 2.

Evidentemente le altre ore copriranno le più diverse discipline, ciò a riprova del fatto che la suddivisione in aree è meramente pretestuosa e nelle scuole non viene rispettata (come si potrebbe?).

Dunque il criterio del punteggio e non delle aree dovrebbe essere quello da seguire per equità e giustizia distributiva, e l’AREA UNICA ALLA SCUOLA SUPERIORE dovrebbe essere, a parer mio e di tantissimi colleghi la soluzione da ricercare per risolvere il problema.

Tuttavia se questa modalità non verrà adottata nel brevissimo periodo prima dell&#039;inizi del nuovo anno scolastico 2010/2011 – anche solo informalmente attraverso un’ideale incrocio di aree che segua il criterio del punteggio dei docenti inseriti nelle 4 aree così come avviene quando i docenti di un’area vengono esauriti e si ricorre a quelli di altre aree – nonostante sia la più giusta, quantomeno che si dia seguito al DM n° 170 di cui sopra che, richiamando al tipo di scuola nel quale l’alunno si iscrive, ripristinerebbe una certa uguaglianza di trattamento oggi totalmente mancante, anche perché l’assegnazione delle cattedre da parte dell’USP su un’area piuttosto che su un’altra determina come conseguenza che anche le supplenze dei Presidi ricalcano la medesima scelta aumentando ancora di più il divario del punteggio.

La riprova di questo sta nel fatto che aree come l’umanistica spessissimo vengono addirittura esaurite e ciò significa che docenti con 20/30 punti lavorano, mentre docenti di area tecnica professionale artistica con altissimi punteggi, come me che ho 120 punti e tanti miei colleghi, non riusciamo ad avere né incarichi, né supplenze brevi.

Sottolineo che le aree di cui parlano i documenti PDF e PEI nulla hanno a che vedere con le aree in cui sono collocati i docenti che si specializzano sul sostegno seguendo tutti insieme sia per la scuola media di I grado che per quella di II grado (così come la Legge 104 del 1992 stabilisce)

Corsi di Sostegno POLIVALENTI (per tutti i tipi di disabilità) e MULTIDISCIPLINARI (per tutte le discipline e non limitatamente a quelle specifiche della propria classe di concorso).

E’ chiaro che se una particolare area viene scelta sulla base del PDF e PEI tale scelta dovrebbe essere motivata in modo articolato ed esaustivo soprattutto se si disattende la corrispondenza col tipo di scuola, ed invece questo spesso si verifica limitandosi a mettere una crocetta su un’area piuttosto che su un’altra per motivi che talvolta potrebbero essere anche molto discutibili.

D’altra parte, noi docenti di sostegno stiliamo tali documenti in tutte le loro parti e dunque, per tutte le aree contemplate in essi e non certo nella nostra specifica.

E ancora, come dicevo, le voci AREA UMANISTICA – AREA SCIENTIFICA – AREA TECNICA PROFESSIONALE – AREA PSICOMOTORIA – nei documenti suddetti non sono menzionate, 

infatti nel PDF si parla piuttosto di ASSI:
cognitiva, affettivo-relazionale, comunicazionale, linguistico, motorio-prassico, neuro-psicologico,
dell’autonomia, senso-percettivo, dell’apprendimento;

e nel PEI si parla di AREE ma non corrispondenti alle 4 previste per i docenti:
cognitiva, linguistico-comunicativa, dell’apprendimento scolastico, neuropsicologica, psicomotoria,
personale e dell’autonomia, socio-affettiva.

Infatti le competenze acquisite durante il corso di sostegno sono di natura metodologico-didattico, affinché l’attività dei docenti di sostegno (anch’essi docenti dell’intera classe)si estrinsechino in qualità di mediatori della didattica e dell’integrazione per gli alunni e non come mero duplicato dei docenti disciplinari, sia che questo avvenga per alcune o per tutte le discipline.

Questo viene applicato alla scuola media di I grado, mentre si disattende alla scuola media di II grado pur essendo lo stesso il dato normativo che regolamenta i due ordini di scuola, ossia la L.104/92.

Soltanto un’O.M. ha suddiviso in aree il sostegno alla scuola superiore ma senza tenere conto dei compiti effettivi richiesti ai docenti di sostegno da tale Legge Quadro e, soprattutto, prestando il fianco alle storture che, se all’origine non c’erano, oggi sono diventate l’ordinarietà creando enormi discriminazioni tra i docenti inseriti nelle diverse aree prescindendo da un reale vantaggio per gli alunni diversabili.

Questi ultimi trovano la loro tutela, fondamentale per la loro crescita umana e formativa, nell’attenzione necessaria da parte dei singoli docenti disciplinari e nel contributo affettivo-relazionale ma anche didattico, attraverso ad es. attività di tutoraggio, da parte dei compagni di classe.

Attenzione e contributi che devono essere favoriti ed incoraggiati dalla competenza specialistica del docente di sostegno che deve svolgere l’importante e delicatissimo compito di trade-union nelle dinamiche delle classi che quasi sempre accanto ad alunni eccellenti comprendono alunni con disagi e problematiche di tipo caratteriale o didattiche talvolta molto serie e di difficile gestione ed anche alunni con disabilità certificate o meno, che vanno contenuti ma al contempo stimolati all’autonomia.

L’occhio attento e sensibile del docente di sostegno è, allora, fondamentale come ausilio ai docenti disciplinari con i quali l’azione dovrebbe essere sinergica e di grande collaborazione per realizzare il successo formativo, non solo di alcuni alunni più brillanti o c.d. normodotati, ma di ciascuno nella propria splendida ed unica individualità.

Riunificare le aree potrebbe essere un&#039;operazione a costo zero che non comporterebbe alcun aggravio economico per il Governo e, tuttavia, restituirebbe equità di trattamento tra i vari docenti di sostegno inseriti nelle 4 diverse aree, equità che l&#039;attuale sistema mortifica, così come mortifica il merito al punto che docenti con un lunghissimo ed articolato percorso formativo e di servizio alle spalle restano disoccupati, mentre altri magari neoabilitati riescono a lavorare perché si trovano in un&#039;area piuttosto che in un&#039;altra. Tra l&#039;altro questo sistema contribuisce ad aumentare il precariato e non a snellirlo, infatti ad es. quest&#039;anno nella mia provincia (ma la stessa cosa è avvenuta in molte province d&#039;Italia) docenti di area AD03 inseriti nelle graduatorie prioritarie del salva-precari da Lei voluto siamo rimasti disoccupati il c.d. precariato storico che vanta numerosi anni di servizio, mentre docenti di area AD02 che non avevano neppure i requisiti del salva-precari e che non avevano mai svolto un solo giorno di servizio hanno ricevuto incarichi e supplenze.

Ringraziandola anticipatamente attendiamo speranzosi un Suo sollecito intervento che porti all&#039;AREA UNICA DI SOSTEGNO ALLA SCUOLA SUPERIORE.

Rosalia Stagno</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gent.le Ministro,<br />
l’USR Sicilia, in persona del suo Direttore Responsabile, ha inviato il 15 marzo 2010 una nota a tutti i dirigenti scolastici dell’isola, affinchè in vista della definizione degli organici, le aree di sostegno della scuola secondaria di II grado vengano scelte in maniera adeguata, nel rispetto del tipo di scuola in cui gli studenti chiedono di iscriversi in applicazione del DM 170 del 25/05/1995.</p>
<p>I criteri da seguire secondo tale DM sono:</p>
<p>- il rispetto del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato<br />
- il tipo di scuola in cui i singoli studenti hanno chiesto di essere iscritti<br />
- le materie di insegnamento dei docenti specializzati presenti nella provincia </p>
<p>Evitare</p>
<p>- l’attribuzione di più compiti di sostegno a più docenti per un unico alunno </p>
<p>“Le classi di concorso corrispondenti alle 4 aree<br />
sono rispettivamente:</p>
<p>- 12 per l’area scientifica AD01<br />
– 25 per l’area umanistica AD02<br />
– 133 per l’area tecnica professionale artistica AD03<br />
– 1 soltanto per l’area psicomotoria AD04</p>
<p>A fronte di questa evidente ed enorme differenza numerica ciò che si verifica è che anziché assegnare più cattedre in area tecnica professionale artistica AD03, soprattutto nelle scuole che hanno questa specifica natura, vengono privilegiate le altre aree specialmente l’area umanistica AD02, ma non soltanto.</p>
<p>Questo chiaramente nonostante nelle scuole andiamo a svolgere il medesimo lavoro sugli alunni e prescindendo sia dalle aree che dalle singole discipline.</p>
<p>Altrimenti non si comprende ad es. come un docente di area psicomotoria possa svolgere le sue 18 ore su uno o due alunni diversabili dato che le ore di educazione fisica sono al massimo 2.</p>
<p>Evidentemente le altre ore copriranno le più diverse discipline, ciò a riprova del fatto che la suddivisione in aree è meramente pretestuosa e nelle scuole non viene rispettata (come si potrebbe?).</p>
<p>Dunque il criterio del punteggio e non delle aree dovrebbe essere quello da seguire per equità e giustizia distributiva, e l’AREA UNICA ALLA SCUOLA SUPERIORE dovrebbe essere, a parer mio e di tantissimi colleghi la soluzione da ricercare per risolvere il problema.</p>
<p>Tuttavia se questa modalità non verrà adottata nel brevissimo periodo prima dell&#8217;inizi del nuovo anno scolastico 2010/2011 – anche solo informalmente attraverso un’ideale incrocio di aree che segua il criterio del punteggio dei docenti inseriti nelle 4 aree così come avviene quando i docenti di un’area vengono esauriti e si ricorre a quelli di altre aree – nonostante sia la più giusta, quantomeno che si dia seguito al DM n° 170 di cui sopra che, richiamando al tipo di scuola nel quale l’alunno si iscrive, ripristinerebbe una certa uguaglianza di trattamento oggi totalmente mancante, anche perché l’assegnazione delle cattedre da parte dell’USP su un’area piuttosto che su un’altra determina come conseguenza che anche le supplenze dei Presidi ricalcano la medesima scelta aumentando ancora di più il divario del punteggio.</p>
<p>La riprova di questo sta nel fatto che aree come l’umanistica spessissimo vengono addirittura esaurite e ciò significa che docenti con 20/30 punti lavorano, mentre docenti di area tecnica professionale artistica con altissimi punteggi, come me che ho 120 punti e tanti miei colleghi, non riusciamo ad avere né incarichi, né supplenze brevi.</p>
<p>Sottolineo che le aree di cui parlano i documenti PDF e PEI nulla hanno a che vedere con le aree in cui sono collocati i docenti che si specializzano sul sostegno seguendo tutti insieme sia per la scuola media di I grado che per quella di II grado (così come la Legge 104 del 1992 stabilisce)</p>
<p>Corsi di Sostegno POLIVALENTI (per tutti i tipi di disabilità) e MULTIDISCIPLINARI (per tutte le discipline e non limitatamente a quelle specifiche della propria classe di concorso).</p>
<p>E’ chiaro che se una particolare area viene scelta sulla base del PDF e PEI tale scelta dovrebbe essere motivata in modo articolato ed esaustivo soprattutto se si disattende la corrispondenza col tipo di scuola, ed invece questo spesso si verifica limitandosi a mettere una crocetta su un’area piuttosto che su un’altra per motivi che talvolta potrebbero essere anche molto discutibili.</p>
<p>D’altra parte, noi docenti di sostegno stiliamo tali documenti in tutte le loro parti e dunque, per tutte le aree contemplate in essi e non certo nella nostra specifica.</p>
<p>E ancora, come dicevo, le voci AREA UMANISTICA – AREA SCIENTIFICA – AREA TECNICA PROFESSIONALE – AREA PSICOMOTORIA – nei documenti suddetti non sono menzionate, </p>
<p>infatti nel PDF si parla piuttosto di ASSI:<br />
cognitiva, affettivo-relazionale, comunicazionale, linguistico, motorio-prassico, neuro-psicologico,<br />
dell’autonomia, senso-percettivo, dell’apprendimento;</p>
<p>e nel PEI si parla di AREE ma non corrispondenti alle 4 previste per i docenti:<br />
cognitiva, linguistico-comunicativa, dell’apprendimento scolastico, neuropsicologica, psicomotoria,<br />
personale e dell’autonomia, socio-affettiva.</p>
<p>Infatti le competenze acquisite durante il corso di sostegno sono di natura metodologico-didattico, affinché l’attività dei docenti di sostegno (anch’essi docenti dell’intera classe)si estrinsechino in qualità di mediatori della didattica e dell’integrazione per gli alunni e non come mero duplicato dei docenti disciplinari, sia che questo avvenga per alcune o per tutte le discipline.</p>
<p>Questo viene applicato alla scuola media di I grado, mentre si disattende alla scuola media di II grado pur essendo lo stesso il dato normativo che regolamenta i due ordini di scuola, ossia la L.104/92.</p>
<p>Soltanto un’O.M. ha suddiviso in aree il sostegno alla scuola superiore ma senza tenere conto dei compiti effettivi richiesti ai docenti di sostegno da tale Legge Quadro e, soprattutto, prestando il fianco alle storture che, se all’origine non c’erano, oggi sono diventate l’ordinarietà creando enormi discriminazioni tra i docenti inseriti nelle diverse aree prescindendo da un reale vantaggio per gli alunni diversabili.</p>
<p>Questi ultimi trovano la loro tutela, fondamentale per la loro crescita umana e formativa, nell’attenzione necessaria da parte dei singoli docenti disciplinari e nel contributo affettivo-relazionale ma anche didattico, attraverso ad es. attività di tutoraggio, da parte dei compagni di classe.</p>
<p>Attenzione e contributi che devono essere favoriti ed incoraggiati dalla competenza specialistica del docente di sostegno che deve svolgere l’importante e delicatissimo compito di trade-union nelle dinamiche delle classi che quasi sempre accanto ad alunni eccellenti comprendono alunni con disagi e problematiche di tipo caratteriale o didattiche talvolta molto serie e di difficile gestione ed anche alunni con disabilità certificate o meno, che vanno contenuti ma al contempo stimolati all’autonomia.</p>
<p>L’occhio attento e sensibile del docente di sostegno è, allora, fondamentale come ausilio ai docenti disciplinari con i quali l’azione dovrebbe essere sinergica e di grande collaborazione per realizzare il successo formativo, non solo di alcuni alunni più brillanti o c.d. normodotati, ma di ciascuno nella propria splendida ed unica individualità.</p>
<p>Riunificare le aree potrebbe essere un&#8217;operazione a costo zero che non comporterebbe alcun aggravio economico per il Governo e, tuttavia, restituirebbe equità di trattamento tra i vari docenti di sostegno inseriti nelle 4 diverse aree, equità che l&#8217;attuale sistema mortifica, così come mortifica il merito al punto che docenti con un lunghissimo ed articolato percorso formativo e di servizio alle spalle restano disoccupati, mentre altri magari neoabilitati riescono a lavorare perché si trovano in un&#8217;area piuttosto che in un&#8217;altra. Tra l&#8217;altro questo sistema contribuisce ad aumentare il precariato e non a snellirlo, infatti ad es. quest&#8217;anno nella mia provincia (ma la stessa cosa è avvenuta in molte province d&#8217;Italia) docenti di area AD03 inseriti nelle graduatorie prioritarie del salva-precari da Lei voluto siamo rimasti disoccupati il c.d. precariato storico che vanta numerosi anni di servizio, mentre docenti di area AD02 che non avevano neppure i requisiti del salva-precari e che non avevano mai svolto un solo giorno di servizio hanno ricevuto incarichi e supplenze.</p>
<p>Ringraziandola anticipatamente attendiamo speranzosi un Suo sollecito intervento che porti all&#8217;AREA UNICA DI SOSTEGNO ALLA SCUOLA SUPERIORE.</p>
<p>Rosalia Stagno</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Scienze, percorsi didattici per alunni dislessici di Notizie dai blog su Miragica, percorsi didattici per le scuole</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1096&#038;cpage=1#comment-534</link>
		<dc:creator>Notizie dai blog su Miragica, percorsi didattici per le scuole</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 05:30:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1096#comment-534</guid>
		<description>[...] Scienze, percorsi didattici per alunni dislessici  Bel progetto di scienze progettato per gli alunni dislessici della scuola primaria, argomento: gli esseri viventi e la vita nell’universo. Progetto del comune di Bologna in collaborazione con l’ Associazione Italiana Dislessia ed il Laboratorio di Documentazione e Formazione del Comune di Bologna……. blog: Insegnanti di Sostegno &#124; leggi l&#039;articolo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Scienze, percorsi didattici per alunni dislessici  Bel progetto di scienze progettato per gli alunni dislessici della scuola primaria, argomento: gli esseri viventi e la vita nell’universo. Progetto del comune di Bologna in collaborazione con l’ Associazione Italiana Dislessia ed il Laboratorio di Documentazione e Formazione del Comune di Bologna……. blog: Insegnanti di Sostegno | leggi l&#39;articolo [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sitografia di Sostegno aggiornata di stedinoia</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=198&#038;cpage=1#comment-533</link>
		<dc:creator>stedinoia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 16:33:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=198#comment-533</guid>
		<description>ciao. volevo suggerire il sito &quot;www.baby-flash.com&quot;. è molto carino. ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao. volevo suggerire il sito &#8220;www.baby-flash.com&#8221;. è molto carino. ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Recensione del libro &#8220;Un&#8217;insolita compagna la dislessia&#8221; di Sandra</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1466&#038;cpage=1#comment-530</link>
		<dc:creator>Sandra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 09:57:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1466#comment-530</guid>
		<description>Caro Filippo, ho riportato le parti (virgolettate) della postfazione da me criticate, così che tutti si possano rendere conto che non ho estrapolato frasi tanto per criticare e che non c&#039;è spazio per nessun fraintendimento. 
Ti capisco, la tua lealtà ti porta a difendere con forza una donna che ha avuto un ruolo nella tua vita. Ma penso che questa Signora avrebbe potuto comunicare in modo diverso se avesse avuto davvero la consapevolezza che elaborare una postfazione vuol dire apportare un contenuto in più ad un libro e non sottrarglielo. 
Una giusta disanima avrebbe dovuto tener conto della sensibilità dei lettori, e tu sai che questo bel libro è diretto a genitori come agli insegnanti, le offese sono talmente chiare che non ci sarebbe bisogno neanche di sottolinearle, mi hanno scritto già altri colleghi che hanno letto il tuo libro e, insieme ai complimenti per te ci sono critiche che ti assicuro sono molto più dure.
A te i miei complimenti e la mia stima,
Sandra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Filippo, ho riportato le parti (virgolettate) della postfazione da me criticate, così che tutti si possano rendere conto che non ho estrapolato frasi tanto per criticare e che non c&#8217;è spazio per nessun fraintendimento.<br />
Ti capisco, la tua lealtà ti porta a difendere con forza una donna che ha avuto un ruolo nella tua vita. Ma penso che questa Signora avrebbe potuto comunicare in modo diverso se avesse avuto davvero la consapevolezza che elaborare una postfazione vuol dire apportare un contenuto in più ad un libro e non sottrarglielo.<br />
Una giusta disanima avrebbe dovuto tener conto della sensibilità dei lettori, e tu sai che questo bel libro è diretto a genitori come agli insegnanti, le offese sono talmente chiare che non ci sarebbe bisogno neanche di sottolinearle, mi hanno scritto già altri colleghi che hanno letto il tuo libro e, insieme ai complimenti per te ci sono critiche che ti assicuro sono molto più dure.<br />
A te i miei complimenti e la mia stima,<br />
Sandra</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Recensione del libro &#8220;Un&#8217;insolita compagna la dislessia&#8221; di Filippo</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1466&#038;cpage=1#comment-529</link>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 20:11:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1466#comment-529</guid>
		<description>Cara Sandra,  
ti ringrazio per aver letto e commentato il mio libro, però, devo rispondere al tuo appendice per l’amore che nutro nei confronti della giustizia e della libertà di opinione.

Mi dispiace leggere il tuo duro commento sulla postfazione del mio libro. Credo tu abbia frainteso il senso che la sig.ra Pannacci  voleva dare al suo commento. Ti assicuro che nulla di quello che hai detto l’ho sentito adeguato, in quanto lo spirito con cui parla del bravo insegnante che lascia qualcosa negli alunni era per elogiare sia la figura di Margherita che ha sempre saputo guardare al di là delle mie difficoltà, sia le figure di altri insegnanti delle superiori a dispetto di quelli che ho incontrato alle medie. E’ esperienza comune ritrovare  insegnanti che fanno il loro mestiere per passione e con passione, altri solo per lo stipendio, come capita in tutte le professioni!
Credo che “il senso di umanità e delicatezza del loro mestiere” volesse esprimere questa differenza e nient’altro. 

Per quanto riguarda “il peso” che mia madre ha sentito, sono io stesso convinto che sia stato così,  primo perché lei considerava molto importante il successo formativo ( e la signora Pannacci, essendo stata sua insegnante  e successivamente amica, ben conosceva il suo pensiero) e secondo perché alla mia epoca di dislessia non si parlava così tanto e nessuno sapeva niente. Prova a pensare  a quanto poteva essere conosciuto il  problema 17 anni fa. La signora Pannacci era l’amica alla quale mia madre si rivolgeva per sfogare le sue ansie, i suoi dubbi, i timori, le fatiche, le delusione, le aspettative. Ha seguito il mio percorso di maturazione, ha seguito le mie sofferenze. E’ un’insegnante  laureata da più di quarant’anni, forse ai suoi tempi la parola  Bravo aveva un significato diverso da quello che diamo oggi, ma non puoi isolare una parola dall’ampio contenuto semantico, estrapolandola dal contesto in cui è inserita e darne un significato non più corrispondente a quello utilizzato, che diventa occasione di polemica lontana dai reali problemi del mondo della disabilità (alcuni dei quali denunciati nel mio libro).

Parlando in termini concreti, prendere sintagmi quali “piccoli uomini e donne” o  “posto fisso” ,
estrapolandoli dal loro contesto, per portare il discorso da un‘altra parte, mi sembra una cosa scorretta, perché, ripeto, le parole acquistano un significato preciso all’interno del loro contesto, al di fuori vengono snaturate, possono essere fraintese e strumentalizzate. Questo per dirti che del discorso da te ripreso con alcune parole, non vedo ciò che tu denunci.

Ti dico tra l’altro che è stata lei a spronarmi ad uscire con questo mio libro, che è nato inizialmente come esercizio di scrittura. Erano tutti piccoli racconti di ciò che mi accadeva a scuola, che io scrivevo per esercitarmi. Lei mi ha dato l’idea che sarebbero potuti diventare una  storia da raccontare. Se ti dicessi che di sabato e di domenica quando ero in prima ed  in seconda elementare scrivevo anche per quattro cinque ore di fila cosa mi diresti? Se ti raccontassi quanto mia madre mi costringeva a far compiti ininterrottamente? E non le facevo nessuna pena anche se piangevo e la pregavo di smettere? Certo metodi pedagogici lontani da ogni grazia di Dio, ma figli di quel tempo e di quello che lei per amore  credeva di far bene per me. Oggi, fortunatamente, le scienze pedagogiche, in particolare la pedagogia speciale, hanno portato ad un modo nuovo (e migliore!) di occuparsi del mondo dei diversabili.

Da quasi insegnante di scuola primaria e di sostegno, ti dico che per me è più importante lottare per i diritti e l’autonomia dei “nostri” bambini e ragazzi diversamente abili che lanciarsi in difesa della propria categoria professionale. La nostra missione è rivolta a loro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Sandra,<br />
ti ringrazio per aver letto e commentato il mio libro, però, devo rispondere al tuo appendice per l’amore che nutro nei confronti della giustizia e della libertà di opinione.</p>
<p>Mi dispiace leggere il tuo duro commento sulla postfazione del mio libro. Credo tu abbia frainteso il senso che la sig.ra Pannacci  voleva dare al suo commento. Ti assicuro che nulla di quello che hai detto l’ho sentito adeguato, in quanto lo spirito con cui parla del bravo insegnante che lascia qualcosa negli alunni era per elogiare sia la figura di Margherita che ha sempre saputo guardare al di là delle mie difficoltà, sia le figure di altri insegnanti delle superiori a dispetto di quelli che ho incontrato alle medie. E’ esperienza comune ritrovare  insegnanti che fanno il loro mestiere per passione e con passione, altri solo per lo stipendio, come capita in tutte le professioni!<br />
Credo che “il senso di umanità e delicatezza del loro mestiere” volesse esprimere questa differenza e nient’altro. </p>
<p>Per quanto riguarda “il peso” che mia madre ha sentito, sono io stesso convinto che sia stato così,  primo perché lei considerava molto importante il successo formativo ( e la signora Pannacci, essendo stata sua insegnante  e successivamente amica, ben conosceva il suo pensiero) e secondo perché alla mia epoca di dislessia non si parlava così tanto e nessuno sapeva niente. Prova a pensare  a quanto poteva essere conosciuto il  problema 17 anni fa. La signora Pannacci era l’amica alla quale mia madre si rivolgeva per sfogare le sue ansie, i suoi dubbi, i timori, le fatiche, le delusione, le aspettative. Ha seguito il mio percorso di maturazione, ha seguito le mie sofferenze. E’ un’insegnante  laureata da più di quarant’anni, forse ai suoi tempi la parola  Bravo aveva un significato diverso da quello che diamo oggi, ma non puoi isolare una parola dall’ampio contenuto semantico, estrapolandola dal contesto in cui è inserita e darne un significato non più corrispondente a quello utilizzato, che diventa occasione di polemica lontana dai reali problemi del mondo della disabilità (alcuni dei quali denunciati nel mio libro).</p>
<p>Parlando in termini concreti, prendere sintagmi quali “piccoli uomini e donne” o  “posto fisso” ,<br />
estrapolandoli dal loro contesto, per portare il discorso da un‘altra parte, mi sembra una cosa scorretta, perché, ripeto, le parole acquistano un significato preciso all’interno del loro contesto, al di fuori vengono snaturate, possono essere fraintese e strumentalizzate. Questo per dirti che del discorso da te ripreso con alcune parole, non vedo ciò che tu denunci.</p>
<p>Ti dico tra l’altro che è stata lei a spronarmi ad uscire con questo mio libro, che è nato inizialmente come esercizio di scrittura. Erano tutti piccoli racconti di ciò che mi accadeva a scuola, che io scrivevo per esercitarmi. Lei mi ha dato l’idea che sarebbero potuti diventare una  storia da raccontare. Se ti dicessi che di sabato e di domenica quando ero in prima ed  in seconda elementare scrivevo anche per quattro cinque ore di fila cosa mi diresti? Se ti raccontassi quanto mia madre mi costringeva a far compiti ininterrottamente? E non le facevo nessuna pena anche se piangevo e la pregavo di smettere? Certo metodi pedagogici lontani da ogni grazia di Dio, ma figli di quel tempo e di quello che lei per amore  credeva di far bene per me. Oggi, fortunatamente, le scienze pedagogiche, in particolare la pedagogia speciale, hanno portato ad un modo nuovo (e migliore!) di occuparsi del mondo dei diversabili.</p>
<p>Da quasi insegnante di scuola primaria e di sostegno, ti dico che per me è più importante lottare per i diritti e l’autonomia dei “nostri” bambini e ragazzi diversamente abili che lanciarsi in difesa della propria categoria professionale. La nostra missione è rivolta a loro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Prove INVALSI differenziate per alunni disabili, scuola media di marinella</title>
		<link>http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1172&#038;cpage=1#comment-528</link>
		<dc:creator>marinella</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 17:52:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1172#comment-528</guid>
		<description>Anche io mi trovo nella situazione di Virginia...
Grazie per l&#039;aiuto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io mi trovo nella situazione di Virginia&#8230;<br />
Grazie per l&#8217;aiuto!</p>
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