Poesie
La lettura ad alta voce e l’ascolto, una forma di mediazione sociale
Sappiamo bene come l’autobiografia sia fondamentale per gli alunni in difficoltà di apprendimento, per gli alunni disabili e per gli alunni con comportamenti problematici. La realtà vissuta da questi ragazzi è spesso complicata e poco comprensibile ai loro stessi occhi. Io stessa programmo all’interno del PEI momenti di ascolto di poesie, di letteratura antologica, di libri e di riscrittura di poesie e brani, ritengo fondamentale guidare l’alunno alla lettura ed alla scrittura autobiografica attraverso l’ascolto.
L’ascolto dell’adulto che legge ad alta voce è consigliabile solitamente per i bambini fino ai 10 anni, ma in realtà ci sono, oggi, molte teorie che sposano questo metodo anche per i ragazzi ed anche gli adulti.
Pensiamo, per esempio, alle difficoltà di un alunno dislessico, tutto lo sforzo che egli impiega nella decodifica delle parole lo distrae completamente dall’interpretazione dei significati, la funzione interpretativa è quindi compromessa. Invece, per l’alunno DDAI la funzione interpretativa è compromessa dal disturbo di attenzione, e quindi, l’ascolto attivo di un brano, di un libro, letto da un adulto, in un contesto confortevole e silenzioso, permette al ragazzo di aumentare i tempi d’attenzione e di vivere la lettura come un momento esclusivo dedicato a lui, uno spazio di riflessione, di calma, di serenità. Sappiamo bene quanto i ragazzi DDAI ne hanno bisogno… › Continue reading
L’identità degli alunni disabili, una poesia per capire
Nadia ci manda questa poesia che ha trovato in rete, questa poesia, scritta da un papà, sottolinea quello che a molti sfugge, la propria identità la si costruisce anche con gli occhi e le parole di quelli che ci circondano.
Spesso, troppo spesso, gli alunni certificati sono costretti a guardarsi con gli occhi e le parole di chi li vuole cambiare a tutti costi… › Continue reading
Poesia di inizio anno scolastico
Come una rosa blu
Jenny è una bambina…un’adorabile bambina.
I suoi occhi sono nocciola, i capelli un po’ più scuri. Se i capelli le cadono sugli occhi, li scosta. Ma la mano non và diritta alla fronte, prima si curva come un fiore al primo schiudersi dei petali, poi scosta i capelli dagli occhi. Jenny è diversa. › Continue reading
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